Abitudini e convinzioni: cosa sono e come usarle a tuo vantaggio.

Nella vita di ogni giorno, dal momento in cui ti svegli fino a quando vai a dormire, abitudini e convinzioni determinano l'andamento della tua giornata e delineano giorno dopo giorno, anno dopo anno, la persona che sei.

Forse starai pensando che è proprio così ma...ti sei mai chiesto che cosa sono le abitudini e le convinzioni, da dove si formano e se possono essere cambiate?

Probabilmente no, o forse sì ma, se così fosse, probabilmente non trovi una risposta.

Dunque mettiti comodo/a che ti racconto ciò che ho imparato nel corso degli anni in cui mi sono formato nell'ambito della crescita personale e professionale, un percorso che mi ha portato a lavorare a 360° sui miei pazienti aumentando, di fatto, la loro soddisfazione e la mia.


Ti stai chiedendo in che modo quello che sto per raccontarti può esserti utile nel quotidiano?

A tal proposito ti dico subito che quanto sto sperimentando sul lavoro lo metto in pratica anche nella mia vita privata quindi sì, se leggerai attentamente ciò che segue, potrai ricavare preziosi consigli per prendere in mano le redini della tua giornata e far sì che cominci ad andare dove vuoi tu, già da domani!

Pronti?

Cominciamo facendo una distinzione tra cosa sono le abitudini e cosa sono le convinzioni.


Le abitudini

La maggior parte delle scelte che compiamo ogni giorno non sono frutto di riflessioni consapevoli bensì di abitudini. Benché prese singolarmente non abbiano grande significato, nel loro complesso le abitudini influenzano enormemente la nostra salute, il nostro lavoro, la nostra situazione economica, i rapporti nella nostra famiglia e la nostra felicità.

Le abitudini sono risposte comportamentali automatiche ad uno stimolo e si sviluppano attraverso la ripetizione del comportamento (a cui segue la nascita delle convinzioni...).


Da secoli gli uomini studiano le abitudini, ma è solo negli ultimi anni che la neurologia, la psicologia, la sociologia e gli esperti di marketing hanno realmente iniziato a capire in che modo funzionano.

La buona notizia è che le abitudini non sono un destino: si possono ignorare, cambiare, sostituire o...laddove sono utili, mantenerle.

Comprendere come si formano, quanto ci condizionano e come cambiarle è un passaggio necessario che richiede tempo e studio. In questo articolo ti semplificherò al massimo il concetto mettendo in evidenza i 3 passaggi chiave che portano l'abitudine al suo espletamento e, alla fine, ti consiglierò anche un libro a riguardo.

In quest’ottica, alla fine degli anni ’90, alcuni ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), hanno analizzato i meccanismi neurologici alla base delle abitudini e hanno concettualizzato il Habit Hoop, o ciclo dell’abitudine (Mandar, Yasuo, Christopher, Viveka e Ann 1999), che spiega la strutturazione di un’azione abitudinaria.

Gli autori hanno identificato tre principali componenti:

il segnale (o stimolo), una particolare condizione, esterna o interna, che attiva il nostro “pilota automatico”.

Per identificare al meglio un segnale, ne sono state identificati cinque importanti aspetti: il luogo in cui ci troviamo, l’ora del giorno, il nostro stato emotivo, le persone con cui siamo, le azioni precedenti appena compiute;

la routine, il comportamento automatico vero e proprio, che si verifica dopo il segnale.

La routine può essere fisica (azioni), mentale (pensieri) o emotiva (risposta emozionale);

- la gratificazione (o ricompensa), la reazione biochimica che consegue al comportamento e che lo rinforza ogni volta che si verifica.

Una gratificazione può essere esterna, ma anche interna: provare piacere o evitare una sensazione sgradevole, sono conseguenze molto rinforzanti, addirittura superiori a quelle estrinseche.

Perché un'abitudine prenda il "via" c'è bisogno che verifichi l'innesco, qualcosa per cui a livello inconscio faccia scattare un meccanismo specifico che darà vita ad un'abitudine specifica.

Ti faccio subito un esempio per chiarirti il concetto: immagina il caffè per un fumatore, la giornata di sole per uno sportivo, la T della tabaccheria per un giocatore di gratta e vinci, e così via.


La maggior parte dei fumatori, preso il caffè, si accende la sigaretta.

Ti risulta? E' un'abitudine giusto?

Sì, ben detto. Il caffè è lo stimolo (uno dei tanti) che mette in moto la routine.

E qual è la gratificazione per questa routine?

Ognuno ha la sua risposta: "mi rilassa" (il che risulta assolutamente falso: la nicotina è un vasocostrittore dunque NON FAVORISCE IL RELAX...anzi...), "mi scarica" (da che?...), "mi fa andare al bagno" (falso anche questa idea: spesso è il calore del caffè appena ingerito a rilassare la mucosa intestinale e quindi a favorire l'evacuazione...non la sigaretta!).

A tal proposito sento di dover precisare che un limone spremuto in un bicchiere di acqua calda stimola l'evacuazione 10 volte di più del "caffè e sigaretta" e non danneggia l'organismo...anzi...).

Come avrai capito io non fumo.


Se ami lo sport sai perfettamente che alzarsi dal letto, aprire le tende e scorgere il sole è un grandissimo innesco per avviare la routine sportiva.

Per carità, per alcuni anche la giornata di pioggia va bene per praticare lo sport, ma vuoi mettere? (probabilmente questo genere di sportivi trovano inneschi in altre cose...).

Hai presente quello stato di beatitudine che segue alla docci post allenamento? Ecco, per me (e tante altre persone) è quel tipo di gratificazione che mi spinge a percorrere centinaia di Km in bicicletta ogni settimana.

Per quanto riguarda la T della tabaccheria...beh, hai capito come funziona :o)


Ho usato appositamente questi esempi per darti una chiara idea di come un'abitudine possa essere dannosa per il tuo corpo o come, nel caso dello sport, possa essere assolutamente salutare.

Sono scelte.

Di chi?

Tue.

E tue sono anche le conseguenze, nel male e nel bene.

Vuoi cambiare una tua abitudine dannosa o che ti crea sofferenza sostituendola con una più utile per il tuo stile di vita? Se lo vuoi veramente ti invito a scrivermi via mail per confrontarci insieme (trovi la sezione CONTATTI in fondo alla home page del sito).



Le convinzioni

Inserendo questa parola nel campo di ricerca del vocabolario TRECCANI esce fuori quanto segue:[dal lat. tardo convictio -onis, rifatto sul part. convinto]. L’essere convinto, ferma certezza morale o intellettuale, spec. in quanto acquisita superando dubbi e ragioni contrastanti.


La sottolineatura e il grassetto sulla parola "acquisita" è opera mia. Sì perché è tutto lì, in quella parola: le convinzioni sono frutto della nostra personale esperienza, qualcuno lo chiamerebbe anche background, e cioè l'insieme delle nostre/altrui esperienze passate che hanno determinato una convinzione piuttosto che un'altra.

Purtroppo o per fortuna, in alcuni casi, è sufficiente una sola esperienza affinché si generi una radicata convinzione. Ti basta pensare al fatto che da piccoli ci è bastata una sola volta toccare il fuoco per instaurare la convinzione che "il fuoco non va toccato". E questo è un bene.

Pensa invece a tutte quelle persone che hanno avuto una fortissima delusione d'amore: è bastata UNA SOLA VOLTA affinché elaborassero l'idea (una convinzione) che l'amore genera sofferenza privandosi nel tempo della possibilità di avere una radiosa storia d'amore con qualcuno che meritasse di essere amato. Triste vero? Eppure capita...

Per seguire un filo logico, e far sì che l'argomento ti risulti di facile comprensione, prendiamo in esame i due esempi fatti nel paragrafo precedente: il fumatore e lo sportivo.

Il fumatore ha la convinzione che la sigaretta lo rilassi perché ogni volta che si accende la sigaretta interrompe, il più delle volte, ciò che sta facendo prendendosi qualche minuto di pausa.

Sono proprio i minuti di pausa che una persona si dedica che rilassano! Di fatto uno si rilasserebbe prendendosi 10 minuti "di stacco" anche senza sigaretta!...che guarda caso è alla base della meditazione...(se vuoi sapere quali tecniche di meditazione semplici puoi fare da subito scrivimi).

Il fumatore che, invece, individua nella sigaretta la ragione della sua "evacuazione" mattutina ha la convinzione talmente radicata che sia così, che se non fuma non va in bagno (e qui voglio farti notare che più una convinzione è radicata e più produrrà comportamenti e risposte fisiche...).

Non ti nascondo che questi argomenti vengono sviscerati ogni giorno con i miei pazienti e con le persone che amo perché, nel momento in cui le persone realizzano la logica e la scientificità del mio ragionamento e trovano nelle mie parole il seme dell'amore che mi spinge a condividere con loro questi insegnamenti, qualcosa in loro cambia.


Torniamo allo sportivo: la persona che pratica frequentemente lo sport si riterrà uno sportivo.

Quando io mi definisco uno sportivo è perché faccio molto sport.

Definirsi sportivo significa darsi un giudizio, appiccicarsi un'etichetta che distingue un aspetto del proprio carattere. Sei d'accordo?

Quindi da dove nasce una convinzione?

In alcuni casi da una singola esperienza (generalmente a forte impatto emotivo), in altri casi da esperienze ripetute (a basso impatto emotivo).

Quando le esperienze appartengono alla categoria di quelle ripetute, se a ripetersi sono dei comportamenti, si finirà col definirsi in base a questi comportamenti ripetuti (es: se faccio spesso sport mi definisco uno sportivo; se passo molto tempo sul divano mi definisco un pigro; se vado spesso in apprensione per delle fesserie mi definisco un ansioso...).


Mi segui? Hai capito dove voglio arrivare dicendoti queste cose?

Tu e solo TU sei l'artefice di chi sei.

Vorresti essere una persona diversa? Fai cose diverse.

Vuoi ottenere risultati diversi nella vita o nel lavoro? Fai cose diverse.

Vuoi uscire da una situazione che non ti fa stare bene? Fai cose diverse.

E vedrai che a forza di fare cose diverse, ripetute nel tempo (non basta una sola volta), cambierai la tue convinzioni...e magari le tue abitudini ;o)

Ora che sei alla fine dell'articolo ecco per te il libro suggerito che ti avevo promesso:

La dittatura delle abitudini di Charles Duhigg (Corbaccio Editore) vai al link del libro


Il mio intento è quello di divulgare informazioni che possano aiutare te e gli altri a migliorare la vita. Tutto quello che scrivo lo metto in pratica ogni giorno nel privato e nello studio con i miei pazienti.

Se hai domande per me puoi scrivermi nella sezione CONTATTI in fondo alla homepage.

Lì troverai anche i miei recapiti qualora volessi raggiungermi in uno dei miei studi.

Ti è piaciuto questo articolo? Fammelo sapere e aiutami a condividere con gli altri questi preziosi consigli e spunti di riflessione cliccando sul social che preferisci in fondo a questa pagina.

A presto mio caro lettore.

Alessandro Spalvieri.




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